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La Nostra Missione - Il Primo Villaggio di accoglienza Smile Of Nepal

IL SORRISO È UNA CURVA CHE FA ANDARE TUTTO DRITTO E MIGLIORA LA VITA, LO SPIRITO E L'ANIMA

 

Ci sono cose che fanno sorridere in tutte le lingue del mondo...

Un pasto caldo quando lo stomaco brontola. Un bicchiere di acqua fresca che placa la sete. Accorgerti che c’è chi si prende cura di te.

Guardati, stai sorridendo anche tu ora.

Dovresti vedere come si illuminano gli occhi dei bambini nepalesi ogni volta che ricevono cose che noi diamo per scontate: cibo, istruzione e cure mediche.

Con Smile of Nepal vogliamo assicurarci che queste cose siano la normalità per i“nostri” bambini.

Che ogni giorno abbiano un motivo in più per sorridere.

Come?

Una Piccola Associazione, con un grande progetto di cui puoi far parte anche TU!

Non siamo in tanti, ma vogliamo realizzare un sogno!

La nostra missione è creare il PRIMO VILLAGGIO "Smile of Nepal" aKathmandu che aiuterà:

  • i bambini a crescere sani e istruiti, permettendo loro di avere un futuro;
  • gli studenti di altri villaggi a trovare un alloggio sostenibile e vicinoai college e alle università di Kathmandu;
  • gli insegnanti, i cuochi e altri adulti del postoad avere un lavoro.

Dal 2017 ci prendiamo cura già di 9 bambini facendoli vivere in una casa di accoglienza condivisa...ma con Smile Of Nepal siamo certi di poter arrivare a 20 entro la fine del 2021 e realizzare il primo villaggio con tutto ciò che serve ai bambini per studiare, mangiare, stare in salute e divertirsi. 

Non solo...immaginiamo già un muro gigante all'ingresso del villaggio con i nomi di tutti i donatori Smile Of Nepal che avranno contribuito alla realizzazione di questo primo sogno che aiuterà sempre più bambini negli anni!  

 

In cosa consisterà il VILLAGGIO SMILE OF NEPAL? 

  • Alloggi per I bambini e gli ospiti del villaggio

  • Una scuola dove i bambini potranno studiare 

  • Un presidio medico dove ogni bambino potrà avere le migliori cure e assicurazione sanitaria

  • Un ampio giardino dove i bambini potranno divertirsi, fare sport e stare insieme

  • Una mensa dove i bambini potranno mangiare e bere proprio come si fa nei paesi più sviluppati

 

Riesci a immaginarla?

(nome di uno dei bambini) sì, e la immagina così.

 

[DISEGNO DI UNO DEI BAMBINI]

 

 PERCHÉ "SMILE OF NEPAL"? 

 

  • UN PROGETTO CONCRETO ALLA LUCE DEL SOLE

Abbiamo un obiettivo specifico e ben delineato: costruire la prima casa accoglienza, ovvero il Primo Villaggio Smile of Nepal, mattone dopo mattone. Letteralmente.

Condivideremo giorno dopo giorno l'evolversi del progetto sui nostri canali social Facebook e Instagram e a tutti gli iscritti della nostra newsletter non che i donatori!

  • PIENA TRASPARENZA SULLE DONAZIONI

Potremmo fare come gli altri, e condividere solo la cifra che devolviamo.

Preferiamo essere onesti fino in fondo e mostrarti le percentuali che normalmente non vengono condivise.

Il 95% delle nostre donazioni va direttamente ai progetti.

Solo il 5% viene impiegato per coprire i costi burocratici necessari per agire legalmente.

Si tratta del minimo indispensabile.

Ognuno di noi fa questo come volontariato, Smile of Nepal non è la nostra fonte di reddito.

 

  • ZERO GRADI DI SEPARAZIONE

In Smile Of Nepal ci conosciamo tutti personalmente, perché la fiducia è alla base della nostra associazione.

Essere una piccola realtà ha questo grande vantaggio: non ci sono intermediari, puoi contattarci direttamente. Noi siamo i soci fondatori, e siamo noi a seguire ogni passo del progetto. 

Non ci credi?Scrivici. 

Oppure, se hai un figlio fagli fare un disegno per uno dei nostri bambini, mandacelo e entro qualche giorno lo vedrai appeso sulle nostre pareti in Nepal. 

 

  • UN NUOVO SGUARDO SUL NEPAL CHE NON SIANO LACRIME E URLA DI DISPERAZIONE

Capiamo benissimo che probabilmente sarebbe più facile convincerti se ti mostrassimo bimbi in lacrime, disperati e scheletrici in cerca di aiuto...

Ma non sarebbe giusto: i bambini di cui ci prendiamo cura OGGI sono felici, perché sanno quanto sono fortunati.

Sono ottimisti e altruisti, esattamente come il popolo nepalese.

Non sono da compatire, ma da aiutare per il raggiungimento dei propri obiettivi. Hanno così tanta voglia di fare.

 

ADESSO UN PO' DI STORIA....:-)

IL SORRISO È UNA CURVA CHE CHIUDE UN CERCHIO 

[foto di famiglia in cui siano presenti Renato e Renzo]

Dalla scrivania di:Renzo Andorno

“È cominciato tutto con Renato Andorno, mio padre.

Tra i primi alpinisti italiani a spingersi fuori dall’Europa, nel1998 si trovava con il suo compagno di escursioni nel villaggio di Namche Bazar, in una valle che porta al mitico Monte Everest.

Era lì per lui, il grande gigante roccioso; non sapeva che a cambiargli la vita sarebbero stati dei piccoli nepalesi.

A Namche i bimbi correvano dappertutto, senza sosta, su e giù per infiniti scalini fatti di sassi.

Non avevano altro da fare: la scuola più vicina era a 2 ore di cammino.

“Ho ricevuto tanto da questo piccolo paese, devo dare qualcosa indietro” ha detto al suo amico.

Da quel momento ha iniziato a progettare la realizzazione di una scuola.

Nel 2000 mio padre vede il suo sogno realizzarsi, le aule riempirsi prima di 10, poi 20 e quindi sempre più bambini.

Vorrei poter dire altrettanto dell’ospedale che voleva costruire, ma nel 2002 ha scalato la sua vetta più alta ed è arrivato fino al cielo.

Se solo avessimo avuto altri 3 anni di tempo insieme, avrebbe potuto vedere anche l’ospedale che progettava. È sorto proprio dove voleva, sulla via più trafficata tra Kathmandu e Pokhara, perché sapeva che lì avveniva la maggior parte degli incidenti e avrebbe potuto salvare tante vite.

Riuscire a costruire la casa accoglienza, ovvero, il Primo Villaggio per i bimbi Nepalesi sarebbe per me come chiudere un cerchio che mio papà ha iniziato e quando Mik Cosentino con tutto il suo team di InfomarketingX mi ha contattato per propormi la creazione di un nuovo movimento, più grande di noi, in grado di poter coinvolgere migliaia di persone e tramutare il nostro sogno in realtà, sono esploso in un pianto di gioia immenso. 

Renzo Andorno

  

QUANTI SORRISI IN QUESTI ANNI – I PROGETTI REALIZZATI

 

2000

L’allora Associazione Amici del Monte Rosa inaugura la scuola di Namche Bazar di fronte a molti dei donatori, che hanno intrapreso il viaggio fino in Nepal. La scuola ospita prima 10 bambini, poi 20, poi sempre di più, fino a 200 (nel 2019), assicurando loro 3 pasti al giorno.

 

2005

Amici del Monte Rosa con Friends of Nepal Inaugurano l’ospedale che Renato Andorno aveva tanto desiderato. Ha 50 posti letto e si trova in un posto strategico, un tratto di strada dove ogni anno avvengono migliaia di incidenti.

 

Novembre 2016

Nasce SOS Nepal e con l’aiuto della Comunità Sherpa e di altre Associazioni no profit, rimettiamo in piedi – e in sicurezza – l’edificio scolastico che è stato abbattuto dal tremendo terremoto del 25 aprile 2015.

 

2016

Diamo il nostro contributo alla messa in sicurezza del monastero buddista di Namche Bazar e alla ricostruzione della Secondary School di Arughat, una scuola molto importante per il Nepal.

 

2017

Doniamo l’ospedale allo Stato Nepalese, assegnando l’organizzazione a un gruppo di medici. Tutto sta andando per il meglio.

 

Seconda metà del 2017

Scopriamo che un’associazione non a norma ha lasciato sulla strada gli 8 bambini di cui avrebbe dovuto prendersi cura. Insieme alla ONG Friends of Nepal, decidiamo di aiutarli. Quei bambini oggi hanno una casa, ma soprattutto persone che badano alla loro salute, alla loro istruzione e a tutto ciò di cui hanno bisogno.

Loro saranno i primi beneficiari della nostra casa accoglienza.

( e ne abbiamo aggiunta una , la piccola….. “poi ti mando il nome”)

Aprile 2020

Eravamo in apparente difficoltà dopo la botta economica che il Corona Virus ha portato. Molti donatori si sono ritirari e per un attimo ho pensato che nel giro di qualche anno avremmo rischiato di dover chiudere il nostro sogno nel cassetto, guardare negli occhi i bimbi che già avevamo e dirgli chiaramente che non avremmo più potuto prenderci cura di loro per problemi economici. 

Ma poi, tramite un amico (Matteo Scarpone), studente di Mik Cosentino, è arrivata quell'aria di speranza che ci voleva proprio in quel momento buio.

Mik Cosentino , suo fratello Gabbo, il loro CTO Pier Giuliante, colpiti dalla mia storia e dalla situazione in cui eravamo, decisero di assorbirsi il carico del progetto, gemellarsi con ciò che noi avevamo creato fino a quel giorno e creare un nuovo movimento filantropico chiamato SMILE OF NEPAL.

Mik Cosentino è ad oggi uno dei maggiori esponenti del digital marketing al mondo con una folta schiera di fan e followers sparsi in giro per il mondo. Con il progetto Smile Of Nepal ha intenzione di sensibilizzare milioni di persone verso il "Give Back" per donare a chi è meno fortunato di noi una vita migliore...

 

Ecco quello che vedrai sui nostri canali social giorno dopo giorno... 

La nostra storia sui social si compone di diverse linee editoriali a cadenza periodica, in particolare:

 

  • I primi 9 sorrisi:poiché sono “solo” 9 i bambini in cura, sfruttiamo questo vantaggio per poter raccontare le loro storie, i loro sogni per il futuro. Ci serviranno le foto di ognuno di loro e alcuni dettagli (nome, età, situazione familiare, come vanno a scuola, cosa vogliono fare da grandi…).

 

  • L’album di famiglia:Smile of Nepal è più vicina a una famiglia che alla classica associazione. Innanzitutto perché il fondatore ha saputo trasmettere ai figli il suo amore per il Nepal e il suo altruismo, poi perché tutti i membri si conoscono. Sarebbe interessante quindi condividere non solo vecchie foto degli altri progetti realizzati (scuola, ospedale, i campus medici…) ma anche vecchie foto di Renato per raccontare la sua storia e come è nato tutto. Dato che era un fotoreporter, dovremmo avere materiale fotografico a sufficienza.

 

  • Il Nepal al di là dei luoghi comuni:pillole per raccontare com’è il vero Nepal, in un’ottica più solare e positiva, meno vittimistica. Possiamo parlare anche di tradizioni culturali del posto (es, il piatto tipico, il dal bhat, da mangiare rigorosamente con le mani, che ci offre l’assist per dire che quello è uno dei 3 pasti garantiti ogni giorno per i nostri bimbi). Questo non significa però che dobbiamo raccontare solo il bello: possiamo anche denunciare il fatto che i bus in Nepal non hanno cinture di sicurezza (e spesso nemmeno le porte) per ribadire quanto faccia la differenza avere la scuola raggiungibile a piedi per la sicurezza di questi bambini. Stesso discorso si può fare sull’importanza di erigere ospedali e offrire assistenza sanitaria in un Paese in cui si ricorre ancora alla medicina naturale, agli sciamani, o dove una donna può avere anche 8 parti senza mai vedere un ginecologo.

 

  • Il Villaggio Smile Of Nepal, mattone dopo mattone: Nel momento in cui raggiungeremo il nostro primo goal di raccolta 400,000€, ogni mese mostreremo la progressione dei lavori. 

 

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